
Con 394 voti favorevoli, 13 contrari e 3 astensioni, il Parlamento europeo ha emanato la direttiva che estende la normativa sulla progettazione eco-compatibile anche agli apparecchi che producono il risparmio d’energia. La direttiva prevede che gli apparecchi dovranno rispettare le prescrizioni minime di efficienza energetica per poter essere commercializzata. Parlamento europeo con questa direttiva continua la sua battaglia contro gli sprechi energetici.
I deputati europei hanno stabilito che oltre ai prodotti e dispositivi consumatori di energia, come gli apparecchi elettrici (televisioni, computer, frigoriferi, lampadine, scaldabagni, elettrodomestici) e i sistemi di riscaldamento o di climatizzazione, che sono già coperti dalla versione attuale della direttiva-quadro Ecodesign, le nuove norme si applicheranno ugualmente anche a finestre, infissi e altri materiali edilizi, in particolare isolanti. La lista non si esaurisce e comprende poi rubinetti, docce e sciacquoni, poiché il consumo idrico, oltre ad avere un impatto ecologico diretto, comporta anche l'impiego di energia nel sistema di approvvigionamento e di riscaldamento dell'acqua.
Il voto dei deputati è solo un primo passo e aprirà una fase di intensa contrattazione tra i vari attori istituzionali dell’Ue, ma ha il pregio di assicurare una rapida adozione definitiva delle norme. Il testo approvato, infatti, è già un compromesso negoziato in precedenza con il Consiglio Ue dal relatore dell'Assemblea, il romeno Magor-Imre Csibi (Liberaldemocratici). L'approvazione senza modifiche anche da parte degli Stati membri, a questo punto, dovrebbe essere solo una formalità.
I nuovi gruppi di prodotti e materiali inseriti nel campo di applicazione della direttiva Ecodesign dovranno rispettare prescrizioni minime di efficienza energetica, stabiliti a livello Ue, per poter essere commercializzati, com'è già successo, ad esempio, per le lampadine elettriche o i dispositivi di circolazione dell'acqua nei sistemi di riscaldamento tramite radiatori.
L’Europa ha stabilito anche le prossime tappe: entro il 21 ottobre 2011, la Commissione dovrà stabilire un piano di lavoro che fissi per i tre anni successivi un elenco indicativo di gruppi di prodotti da considerare prioritari per l'adozione di misure di esecuzione della direttiva Ecodesign. Si comincerà dai prodotti che sono stati individuati come quelli con “potenziale elevato per una riduzione efficiente in termini di costi delle emissioni di gas ad effetto serra”, quali impianti di riscaldamento e di produzione di acqua calda, sistemi a motore elettrico, illuminazione domestica e nel settore terziario, apparecchi domestici e per ufficio, elettronica di consumo, nonché sistemi commerciali di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell'aria. Sono previste nuove misure anche per ridurre le perdite di energia in stand-by per i prodotti dell'elettronica di consumo, come gli apparecchi radiotelevisivi e i computer.
Entro il 2012, la Commissione dovrà verificare l'efficacia delle nuove norme e delle relative misure di esecuzione, prendendo in considerazione l'intero ciclo di vita dei prodotti e tenendo conto dei meccanismi di sorveglianza del mercato e di eventuali misure di autoregolamentazione da parte dei produttori.