19/11/2008
UNA PROPOSTA PER L’EUROPA
Una buona iniziativa presa dalle più importanti Associazioni esperte in energia rinnovabile, pubbliciamo a seguito l'intero protocollo inviato inviato alla Presidenza del Consiglio, al Senato, alla Camera, ai rappresentanti di tutti i Gruppi Parlamentari e ai Ministeri interessati.
UNA PROPOSTA PER L’EUROPA
Il governo italiano ha formulato riserve sulla direttiva europea che dovrà rendere
operative le decisioni prese dal Consiglio europeo del marzo 2007 per “Una politica
integrata del clima e dell’energia”, in quanto i costi per il Paese richiesti dall’attuazione di
tale politica sarebbero eccessivi e comunque insostenibili. La commissione europea, pur
contestando le conclusioni italiane, ha aperto un tavolo di verifica. In attesa delle
conclusioni di questo confronto, le associazioni firmatarie del presente documento
ritengono necessario fare chiarezza su alcuni punti incontrovertibili.
Innanzi tutto l’iniziativa del governo non può ovviamente rimettere in discussione gli
impegni derivanti dal protocollo di Kyoto, a suo tempo ratificati dall’Italia, nonché gli
obiettivi della Direttiva Comunitaria 2001/77/CE in tema di fonti rinnovabili. Visti i ritardi
rispetto agli obiettivi sottoscritti che, se non rispettati, comporteranno per il nostro Paese
penali che potrebbero arrivare fino a quasi venti miliardi di euro, è comunque scelta
obbligata adoperarsi per una cospicua accelerazione dello sforzo in atto per lo sviluppo
delle fonti rinnovabili.
In secondo luogo le valutazioni presentate dal governo italiano si limitano ai costi che il
Paese sopporterebbe: non contengono cioè alcuna stima dei conseguenti ritorni
economici. Gli impegni per realizzare gli obiettivi del pacchetto vengono quindi visti
come vincoli e non come opportunità di sviluppo, in particolare per il sistema produttivo e
dei servizi. Le associazioni firmatarie del presente documento ritengono invece che i costi
connessi al perseguimento degli obiettivi europei in materia di clima ed energia saranno
compensati nei prossimi dodici anni dai vantaggi conseguibili in materia di efficienza,
occupazione, innovazione e crescita economica di filiere industriali, nonché dal
raggiungimento di significativi risultati nella salvaguardia e nella promozione
dell’ambiente. Nel merito alcune valutazioni sono già state inviate in via informale al
governo da parte di organizzazioni firmatarie del presente documento, che nella loro
totalità si dichiarano disponibili a collaborare per un’obiettiva valutazione delle ricadute
socioeconomiche e ambientali di una politica in sintonia con gli obiettivi europei.
Mettere infatti un freno al programma di sviluppo delle fonti rinnovabili proprio in una fase
in cui si stava finalmente assistendo al suo decollo e con questo al moltiplicarsi di nuova
imprenditorialità, comprometterebbe uno dei comparti, oltre tutto high tech, ancora in
espansione: questo, proprio quando il governo italiano, in sintonia con i partner europei,
sta predisponendo forme di intervento finanziario diretto e indiretto per sostenere le
aziende finanziarie e industriali che ne avessero bisogno.
L’impulso al settore delle rinnovabili è strettamente connesso alla promozione
dell’efficienza energetica negli usi finali. Le associazioni firmatarie hanno accolto con
grande soddisfazione il Decreto Edifici dell’11 Marzo 2008 e la decisione di delegare
all’Enea la gestione di tale misura. E’ necessario continuare su questa strada e rendere
attuativi provvedimenti che premino le tecnologie più performanti in termini di rendimenti
nella produzione di energia elettrica e termica.
Il comparto ha quindi necessità non di minor supporto allo sviluppo delle fonti rinnovabili,
bensì di politiche qualitativamente e quantitativamente più avanzate, che garantiscano
al settore la stabilità e la continuità necessarie a consentirgli di contribuire nell’interesse
del Paese a una crescita economica e sociale compatibile con l’ambiente.
ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento)
FEDERPERN (Federazione Produttori Energie Rinnovabili)
FIPER (Federazione Italiana Produttori di Energia Rinnovabile)
GREENPEACE
ISES ITALIA (Sezione italiana dell’International Solar Energy Society)
ITABIA (Italian Biomass Association)
Roma, 18 novembre 2008
indietro
|